Villa Pallavicino

Il parco che domina il lago

Ancora oggi in proprietà dei genovesi Marchesi Pallavicino, l’elegante dimora alle porte di Stresa domina il lago.

Inconfondibili il suo colore e il suo stile, anche non cercandola non passa inosservata, ma quello che più colpisce chi si avvicina alla Perla del Lago è l’imponente muraglione che delimita la proprietà: decorato con arcate di cipressi, rododendri, camelie e ortensie offre solo un piccolo assaggio di quello che si cela dietro la bianca cancellata.

La villa è una delle più antiche dimore del lago, edificata per volere di Ruggero Bonghi, venne poi ceduta al duca di Vallombrosa fino a quando entrò a far parte del patrimonio Pallavicino poco dopo la metà del XIX secolo e, meno di cento anni dopo, venne aperta al pubblico. Dal 2017 è entrata a far parte del circuito Terre Borromeo, gestita quindi dalla Famiglia che si sta occupando del rinnovo di un parco, per troppo tempo lasciato a se stesso, riportandolo allo splendore originario con risultati più che lodevoli.

Ognuno dei proprietari apportò migliorie all’edificio e al giardino, integrandolo con essenze e specie botaniche che oggi sono splendidi esemplari secolari: liriodendri, cedri, sequoie, solo per citarne un paio, garantiscono zone d’ombra agli esemplari più delicati diventando la perfetta cornice che protegge uno dei camelieti più antichi del Lago Maggiore e un’interessantissima collezione di rododendri centenari.

Il record di longevità viene riconosciuto al primissimo roseto del Lago che ancora oggi delizia il visitatore con colori sgargianti e profumi inebrianti.

Accanto a queste specie, che ormai possiamo definire non proprio autoctone, ma perfettamente integrate, notevole è la collezione di piante esotiche che portano un sapore di terre lontane e di avventure botaniche: quelle lunghe e pericolose esplorazioni che permisero ai cacciatori di piante di scoprire l’essenza più rara, la più bella e la più appariscente.

Perfettamente a loro agio, nel parco vivono i suoi abitanti: una fauna ricchissima e variegata popola il giardino sin dal tempo della sua apertura al pubblico. Il giardino zoologico vanta una notevole importanza faunistica grazie alla multi-sfaccetatura che presenta; vi si trovano infatti, animali da cortile, micro-biosfere e ambienti naturali che permettono lo studio e l’osservazione di insetti, animali selvatici qui portati a ricovero perché non più in grado di sopravvivere nel loro ambiente naturale, volatili esotici provenienti da diverse parti del mondo, eleganti cigni neri e orgogliosi pavoni, gufi e civette sospettosi e dolcissimi coati, canguri saltellanti e indaffarati cani della prateria sono una piccola parte di quello che si scoprirà all’interno del parco. Non manca la fauna autoctona che vive in piena libertà nel parco: vivaci scoiattoli, uccelli canterini, timidi ricci si nascondono allo sguardo del visitatore tenendolo d’occhio dal loro rifugio sicuro.

La visita del giardino di Villa Pallavicino lascia un piacevole ricordo in ogni visitatore che si regala il tempo per scoprirlo: i bellissimi scorci sul Lago Maggiore, i piacevoli ambienti, i melodici suoni della natura e le fragranze che riempiono l’aria rigenerano spirito e corpo mentre la mente si concede il lusso di evadere dalla frenesia quotidiana e si rilassa vivendo la natura.

Sin da quando chi sta scrivendo quest’articolo ha memoria, nel parco c’è una zona dedicata ad area gioco per i bambini: chi c’è stato non avrà dimenticato, così come non l’ho fatto io, la casetta a forma di fungo dietro la quale ogni piccolo visitatore si è nascosto almeno una volta.

L’accesso alla villa è riservato ai proprietari della dimora: il visitatore accede solo al parco.

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